Un insegnante di religione è finito agli arresti domiciliari, su disposizione del Gip di Ancona, perché accusato di aver utilizzato metodi coercitivi e violenti nei confronti dei suoi studenti, tutti minorenni. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Valentina Bavai, sono iniziate dopo alcune segnalazioni arrivate al commissariato di Jesi, secondo le quali l'uomo, Abdullah Razu Md Razu, bengalese di 47 anni residente in città, puniva con violenza coloro che in classe commettevano errori o avevano esitazioni.
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Dal lavoro degli inquirenti, sarebbero emerse minacce, vessazioni fisiche e morali, umiliazioni e anche atti di violenza fisica nei confronti di una quindicina di ragazzi. Da quanto si è appreso, alcuni di loro erano costretti a fare flessioni tenendosi le orecchie. I poliziotti del commissariato di Jesi, d'intesa con gli investigatori della squadra mobile, hanno raggiunto l'insegnante all'interno del centro educativo e, al termine delle formalità di rito, lo hanno sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
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