Un corpo segnato da torture ripetute e una scelta precisa da parte delle autorità egiziane: quello di proteggere gli aguzzini. È il senso della requisitoria pronunciata dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco nel processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni. Davanti alla Corte, il magistrato ha mostrato le immagini della Tac eseguita sul corpo del ricercatore friulano, sostenendo che l’Egitto abbia scelto consapevolmente di non perseguire i propri funzionari coinvolti nella vicenda.
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