Il calamaro che arriva sulle tavole italiane potrebbe aver percorso migliaia di chilometri prima di finire nel piatto. E il consumatore, nella maggior parte dei casi, non ha strumenti per sapere con precisione da dove provenga, quale specie stia acquistando e quali passaggi abbia attraversato lungo la filiera. È quanto emerge da un'inchiesta del Corriere della Sera, che ha approfondito il mercato globale del calamaro e il ruolo crescente della Cina, primo produttore mondiale, da anni al centro di denunce internazionali per presunte violazioni dei diritti dei lavoratori e pratiche di pesca illegale.
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