"Era una ragazza meravigliosa, voleva aiutare sempre tutti quanti, sensibile, però comunque era molto solare. Sognava di avere una famiglia sua, forse perché appunto aveva sofferto per il fatto che noi eravamo divorziati". Così Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, ha ricordato la figlia, scomparsa 10 anni fa dopo essere stata vittima di revenge porn. "Purtroppo queste nuove tecnologie portano a questo e adesso con l'intelligenza artificiale sarà ancora peggio", ha aggiunto Giglio intervistata da Sky TG24. "Anche se una norma c'è, a mio avviso doveva essere corredata principalmente di strumenti validi di individuazione del colpevole e di rimozione rapida del contenuto illecito introdotto in rete senza autorizzazione".
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Giglio continua a portare avanti la battaglia per avere giustizia per la figlia: "Oltre a pretendere verità e giustizia per Tiziana - ha detto - ho sempre lottato anche contro questa forma di violenza, l'ennesima contro una donna. Si continuano a commettere questi reati e la donna purtroppo è sempre ritenuta colpevole, no? Si va a vedere com'era vestita, si va a vedere se in qualche modo abbia potuto provocare l'uomo, in questo caso essere ignobile, se fa queste cose qua. Sembra quasi che la donna, anche quando è vittima, dev'essere però credibile".
Un problema che riguarda tutte le donne: "Tante ragazze e donne mi hanno detto che nelle aule dei tribunali a loro viene fatto un terzo grado sulla loro vita: tipo qual è la tua religione, quali erano i tuoi costumi, le tue abitudini, vanno proprio a sezionare la vita della vittima. Parliamo della famosa vittimizzazione secondaria, cioè la donna, vittima, viene vittimizzata sempre all'infinito, mentre dell'uomo, colpevole e carnefice, non ne sentiamo mai parlare più di tanto".
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Lei attende e pretende chiarezza su ciò che è accaduto alla figlia: "Devono essere chiariti tutti quei punti oscuri che non sono mai stati chiariti. Si doveva indagare principalmente su tutte le persone che gravitavano in questa vicenda di Tiziana, lo stesso giorno in cui è avvenuta la tragedia. La sera dovevamo andare dal nuovo avvocato e Tiziana soltanto 2 giorni prima aveva ordinato un bracciale con con il suo nome, che sarebbe stato pronto dopo 10 giorni, aveva comprato un vestitino che le piaceva tanto: vi sembra una persona che ha idee suicidarie? Era come se fosse uscita da questa nebbia cognitiva e voleva denunciare tutti quelli che avevano approfittato di lei. Io chiedo quello che non è stato fatto al momento sulla scena del crimine, quando è stata ritrovata Tiziana, che vengano fatti tutti quegli accertamenti che non sono stati fatti in quel momento. Perché non sono stati fatti? Chi è che ha dato tutto per scontato?".
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