I dati registrati dalla scatola nera del tram precipitato contro un muro lo scorso 27 febbraio a Milano non hanno chiarito i punti decisivi dell'inchiesta. Gli accertamenti, disposti dalla Procura tramite una consulenza tecnica, non avrebbero offerto risposte definitive: per ricostruire con certezza la dinamica potrebbero ora rendersi necessarie ulteriori verifiche di carattere ingegneristico. Il mezzo, un modello di ultima generazione, si era schiantato in viale Vittorio Veneto provocando due morti e numerosi feriti.
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L'indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Calogero Piscitello e dalla pm Corinna Carrara. Indagato è il conducente del tram, Pietro Montemurro, che deve rispondere di disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose. La relazione sulla scatola nera, con le relative conclusioni, non sarebbe ancora stata depositata, ma gli esami ripetibili sui dati non avrebbero permesso di chiudere il quadro. L'obiettivo della consulenza era capire se l'incidente sia da attribuire a un errore umano legato a un malore, a una distrazione provocata da una telefonata o a un guasto del mezzo.
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