Dal 17 giugno al 28 ottobre 2026 il Museum of Art Pudong (MAP) di Shanghai ospita Giorgio Morandi. Solo, la più ampia retrospettiva mai dedicata all'artista bolognese fuori dall'Italia e la prima grande monografica a lui consacrata in Cina. Un evento di portata internazionale che testimonia la straordinaria fortuna critica di Morandi nel Paese asiatico, dove il suo linguaggio essenziale e contemplativo continua a esercitare una profonda influenza su artisti, collezionisti e pubblico. La mostra, organizzata dal Museum of Art Pudong in collaborazione con il Museo Morandi di Bologna, riunisce oltre 200 opere provenienti da 39 istituzioni e collezioni private internazionali. Tra queste figurano più di 140 lavori originali dell'artista, molti dei quali esposti in Cina per la prima volta. Dipinti, incisioni, acquerelli e disegni ripercorrono l'intera parabola creativa di Morandi, andando oltre l'immagine consolidata del pittore delle nature morte per restituire la complessità della sua ricerca.
Il percorso espositivo è articolato in oltre trenta sezioni tematiche e presenta opere raramente visibili al pubblico: dall'unica marina realizzata dall'artista a uno dei suoi rarissimi autoritratti, fino a lavori del periodo metafisico e alle celebri composizioni di bottiglie e oggetti domestici che ne hanno definito la poetica. Accanto ai dipinti trovano spazio materiali che permettono di entrare nell'intimità del suo processo creativo: fotografie degli studi di via Fondazza e Grizzana, oggetti originali utilizzati come modelli, libri, lettere e documenti personali. Un insieme che restituisce il ritratto di un artista apparentemente appartato, ma capace di esercitare un'influenza decisiva sull'arte contemporanea internazionale.
Curata da Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi, e da Francesco D'Arelli, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, l'esposizione rappresenta anche un importante tassello della diplomazia culturale italiana in Asia. Il progetto è sostenuto dal Consolato Generale d'Italia a Shanghai e dal Comune di Bologna, che vede nella mostra un'occasione strategica per rafforzare la presenza della cultura italiana nel contesto cinese. Se Caravaggio continua a essere il simbolo dell'arte italiana più conosciuta nel mondo, in Cina il nome di Giorgio Morandi ha ormai raggiunto una popolarità sorprendente. Le sue tonalità soffuse, il rigore compositivo e la ricerca dell'essenza delle cose sembrano dialogare in modo particolare con la sensibilità estetica del pubblico cinese. La grande retrospettiva di Shanghai conferma così il ruolo di Morandi come uno degli artisti italiani più amati e studiati nel Paese, capace di parlare a culture diverse attraverso il linguaggio universale del silenzio e della contemplazione.
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