Francesco Gianello, 14enne vicentino morto di osteosarcoma nel gennaio 2024, avrebbe potuto essere salvato se avesse seguito tempestivamente i protocolli chemioterapici e chirurgici previsti per la sua malattia. È la conclusione della perizia depositata alla Corte d’Assise di Vicenza dai medici Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, incaricati di valutare il rapporto tra il ritardo nelle cure e la morte del ragazzo.
I genitori di Francesco sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale. Secondo la ricostruzione contenuta nella perizia, la decisione di interrompere l'iter diagnostico-terapeutico e di affidarsi al cosiddetto metodo Hamer avrebbe determinato un ritardo decisivo nel trattamento dell'osteosarcoma.
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